Nustriscore l'etichetta a semaforo
Milano, 11 marzo 2021

Le etichette Nutriscore, le cosiddette etichette “a semaforo” pensate per semplificare l’identificazione dei valori nutrizionali dei prodotti alimentari, continuano a dividere l’Europa. Da una parte, diversi Stati le hanno già adottate: la Francia, la Germania, il Belgio, i Paesi Bassi, il Lussemburgo e la Spagna. Dall’altra, ci sono Paesi che si oppongono con forza, contrari ai bollini rossi e all’eccessiva semplificazione, considerata fuorviante, operata da questo sistema basato su una scala cromatica. Della stessa opinione dell’Italia sono anche Repubblica Ceca, Cipro, Grecia, Ungheria, Lettonia e Romania.

NutrInform l'etichetta a batteria

La risposta italiana all’etichetta Nutriscore: la NutrInform Battery

La proposta di etichettatura italiana, denominata NutrInform Battery, è pensata per indicare al consumatore l’apporto nutrizionale degli alimenti evidenziando la percentuale di calorie, grassi, zucchero e sale per singola porzione, prendendo come unità di riferimento la quantità raccomandata dall’Unione Europea. In questo modo si vuole superare le criticità del sistema Nutriscore, che esprime un giudizio “assoluto” sui prodotti agroalimentari con una scala che va dalla A alla E, in contrapposizione con il principio di dieta varia e bilanciata della dieta mediterranea.

L’opinione dei consumatori

Ma cosa ne pensano i consumatori? La loro opinione è stata raccolta dalla Commissione Ue, tenuta a redigere studi d’impatto prima di presentare una proposta legislativa. L’indagine, che ha coinvolto consumatori di tutte le Nazioni europee, ha messo in luce una situazione dai contorni poco netti, che lascia aperto il dibattito.

Soltanto il 20% degli intervistati si è di chiarato a favore del Nutriscore, mentre il 29% predilige l’etichetta a batteria proposta dall’Italia in alternativa a questo sistema di classificazione degli alimenti in base ai valori nutrizionali. Tra coloro che già hanno le idee chiare, dunque, è maggiore la percentuale di persone che propende per le indicazioni di grassi e sali all’interno delle porzioni giornaliere assunte di ogni cibo. L’8% vorrebbe invece un’etichetta a semaforo che sia le sintesi delle due proposte precedenti, mentre oltre il 40% dei consumatori è ancora indeciso: una fascia abbastanza ampia da poter far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra.

I prossimi step

Nulla dunque è ancora detto, ma la proposta italiana deve affrontare qualche ostacolo: in primis, il fatto che la discussione sulle etichette avrà inizio nel 2022, con la Francia, ideatrice del sistema Nutriscore, presidente di turno della Ue per i primi sei mesi.

In ballo, sottolinea il Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, c’è il modello alimentare italiano e della dieta mediterranea: “Non è in gioco solo un modello di etichettatura, ma quale modello alimentare vogliamo adottare: dietro c’è la partita del cibo sintetico, sulla quale l’Italia ha tutto da perdere”.

Sul tema si è recentemente espresso anche il neoministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli, affermando: “Non è accettabile che nel nostro Paese si passi a un sistema di etichettatura dove una bevanda zuccherata creata in laboratorio risulta più sana del nostro parmigiano o del nostro olio d’oliva. Fino a quando io sarò ministro mi batterò con tutte le forze affinché il tema del Nutriscore venga abbandonato, è un danno enorme per il nostro settore”.

 

Per saperne di più:

https://www.mise.gov.it/index.php/it/198-notizie-stampa/2040704-made-in-italy-notificato-alla-commissione-ue-il-sistema-di-etichettatura-nutrinform-battery https://www.mise.gov.it/index.php/it/213-normativa/notifiche-e-avvisi/2041921-avviso-19-gennaio-2021-nutrinform-battery-pubblicato-il-manuale-d-uso https://www.youtube.com/watch?v=7VjMFQ8kPjU&t=5s

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