Milano, 14 dicembre 2020

Green economy report conai

Presentato il Green Economy Report di CONAI, che mostra un valore economico della materia recuperata grazie al riciclo di 402 milioni di euro, per 27 milioni di euro di spesa per la produzione di energia primaria risparmiati.

 

Nel corso del 2019, i benefici diretti del recupero di materia prima sono stati pari a 1 miliardo di euro: una cifra considerevole, calcolata considerando il valore economico della materia recuperata (402 milioni), dell’energia prodotta dal recupero energetico (27 milioni) e l’indotto generato dalla filiera (592 milioni). A renderlo noto è il CONAI, all’interno del suo Green Economy Report 2020, presentato in partnership con Fondazione Sviluppo Sostenibile.

A illustrare il report e delineare lo scenario presente sono intervenuti il presidente CONAI Luca Ruini e il presidente Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Edo Ronchi, insieme a Filomena Maggino, presidente Cabina di regia “Benessere Italia” (Presidenza del Consiglio dei Ministri), e a Maria Cristina Piovesana, Vice presidente Confindustria con delega ad ambiente, sostenibilità e cultura.

 

I benefici del recupero della materia prima

Il risparmio di materia prima nel 2019 è stato pari al peso di 440 Tour Eiffel, ovvero 4 milioni e 469mila tonnellate così suddivisi:

  • 270mila tonnellate di acciaio, pari a quello usato per 702 treni Frecciarossa
  • 19mila tonnellate di alluminio, pari a 1,8 miliardi di lattine
  • 1 milione e 80mila tonnellate di carta, pari a più di 433 milioni di risme di fogli A4
  • 907mila tonnellate di legno, pari a 41 milioni di pallet
  • 433mila tonnellate di plastica, pari a 9 miliardi di flaconi in PET per detersivi da un litro
  • 1 milione e 760mila tonnellate di vetro, pari a 5 miliardi di bottiglie di vino da 0,75 litri.

Questo recupero di materia prima si è tradotto anche in un risparmio energetico pari a 23 terawattora, che corrispondono al consumo elettrico annuo medio di 6 milioni di famiglie italiane.

Ma i benefici sono anche ambientali: il riciclo ha evitato l’emissione di oltre 4 milioni e 300mila tonnellate di CO2.

Il Green Economy Report mette inoltre in luce il numero di nuove discariche evitate grazie al recupero della materia prima tra il 1998 e il 2019: con il riciclo di quasi 32 milioni di tonnellate di imballaggi, è stata evitata la costruzione di ben 160 nuove discariche di medie dimensioni (calcolo effettuato considerando per ciascuna frazione merceologica un dato di densità apparente da fonte ERICA con uno specifico grado di compattazione).

 

Italia seconda in Europa per il recupero rifiuti pro capite

“Sono numeri che fanno riflettere – ha commentato il Presidente CONAI Luca Ruini -. Come ricordo spesso, l’Italia in Europa è seconda solo alla Germania per riciclo pro-capite dei rifiuti di imballaggio. Abbiamo praticamente già raggiunto gli obiettivi europei di riciclo richiesti entro il 2025, e il nostro sistema Paese continua a fare scuola in Europa. Anche perché ha uno dei sistemi di responsabilità estesa del produttore meno costosi e più efficienti”.

Restano, però, delle differenze all’interno del nostro Paese: l’anno scorso il 53% dei rifiuti di imballaggio conferiti in convenzione Anci-Conai è arrivato dal Nord Italia, il 28% dal Sud e il 19% dalle regioni del Centro, ma va sottolineato che quelle del Mezzogiorno negli ultimi cinque anni hanno registrato il maggior conferimento di rifiuti di imballaggio pro-capite.

 

Un’anteprima dello scenario 2020

“Nel 2020 i prezzi delle materie prime vergini, causa la pandemia, sono fortemente calati per le ridotte attività e il calo dei consumi – ha dichiarato Edo Ronchi – Di conseguenza anche la domanda e i prezzi delle materie prime seconde derivate dal riciclo. Se il nostro sistema non fosse stato adeguatamente organizzato, avremmo corso il rischio di avere i rifiuti per strada perché il loro riciclo non era conveniente. Questa crisi è stata evitata grazie al sistema CONAI che ha assicurato il ritiro della raccolta differenziata su tutto il territorio nazionale e ha consentito ai Comuni di continuare a incassare il corrispettivo economico”.

 

 

Per ulteriori approfondimenti invitiamo a consultare:

 

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