In una circolare del 24.02.2025, CONAI comunicava la modifica delle modalità di calcolo per la procedura forfettaria del Contributo Ambientale sulle etichette, con la conseguenza che il CAC sarebbe arrivato a pesare fino al 2% sul fatturato delle aziende del comparto delle etichette autoadesive.
In seguito a ciò, Gipea e Assografici hanno immediatamente avviato un’interlocuzione con CONAI per chiedere una revisione di tali modifiche, con la contestuale riapertura di un tavolo di lavoro per ridefinire le regole dal 2026 in avanti.
Siamo felici di poter comunicare gli esiti di questa sinergia, che ha portato all’aggiornamento, da parte di CONAI, dei valori dei contributi forfettari per l’anno 2025.
Le modifiche sono state comunicate da Conai con circolare del 25 giugno 2025 (Procedura semplificata per la dichiarazione del Contributo ambientale CONAI sulle etichette (mod. 6.14). Aggiornamento sui valori dei contributi forfettari per l’anno 2025 – che potete trovare a questo link) da cui emerge che , l’entità del Contributo Ambientale (CAC) forfettario per il 2025 per i fatturati relativi ai vari materiali è stata revisionata e diminuita rispetto alle quotazioni comunicate a inizio anno e, in particolare per le etichette in plastica, reso più in linea con il passato.
Questo risultato è frutto dell’importante collaborazione e azione di presidio di Gipea e Assografici e dell’ampia disponibilità al confronto di Conai. Gipea, in particolare, con i membri del Direttivo Gipea, ha effettuato una raccolta dati molto dettagliata per evidenziare l’insostenibilità del contributo richiesto inizialmente.
Assografici si è fatta parte diligente nel supportare il gruppo di specializzazione Gipea nel confronto con CONAI, organizzando tempestivamente una serie di incontri tra le parti e inviando una formale richiesta di revisione dei contributi.
Il consorzio CONAI si è mostrato da subito disponibile al confronto prendendo atto delle istanze Gipea, portandole sul tavolo del gruppo semplificazione di Conai e andando, infine, a rivedere le tabelle.
Si tratta di un importante risultato ottenuto dal nostro gruppo, che sottolinea il valore e l’importanza di fare parte di un’associazione che ha come mandato quello di rappresentare gli interessi del settore, portando con voce coesa le nostre istanze a tavoli istituzionali e decisionali cruciali per la nostra industria.
Il tavolo di lavoro per il 2026
Il confronto con CONAI non si ferma, perché le parti hanno concordato di aprire un tavolo di lavoro congiunto per rivedere interamente la procedura semplificata per l’anno 2026 e per affinare le definizioni di etichette, che non sono imballaggi e come tali saranno esentate dal pagamento del CAC.
Infine, ricordiamo che per il calcolo del CAC dovuto concorrono solo i fatturati, divisi per materiale (carta, plastica, alluminio) delle sole etichette vendute in Italia. Eventuali vendite fuori dall’Italia non concorrono al calcolo del CAC.